top of page

Scopri chi sono e cosa faccio. Contattami e prenota una consulenza privata con me !

Clima motivante e benessere dei giovani calciatori: il ruolo di allenatori, genitori e compagni

C'è qualcosa che non compare nelle statistiche, non si misura con il cronometro e non appare nei risultati del weekend. Eppure può fare la differenza tra un ragazzo che vive il calcio come un'opportunità di crescita e uno che, lentamente, perde entusiasmo e desiderio di giocare.


È il clima motivazionale. Un clima fatto di parole, sguardi, aspettative, feedback e relazioni. Un ambiente che si costruisce quotidianamente nello spogliatoio, in campo, sugli spalti e a casa.


clima motivazionale

Negli spogliatoi, in campo e persino a casa, ogni parola e ogni gesto costruiscono un “clima”. Un clima che non si vede, ma che determina come il ragazzo vive lo sport: se come un luogo di crescita o come una fonte di pressione.


Uno studio recentemente pubblicato su Frontiers in Psychology da Martínez-González e colleghi ha cercato di comprendere proprio questo: come i giovani calciatori percepiscono il clima creato da allenatori, genitori e compagni e in che modo tale percezione influenzi il loro benessere psicologico, la motivazione e il desiderio di continuare a praticare sport.


Il clima non dipende solo dall'allenatore

Per molti anni il concetto di clima motivazionale è stato associato quasi esclusivamente al comportamento dell'allenatore.


La ricerca più recente, invece, suggerisce una prospettiva più ampia: il giovane atleta vive contemporaneamente tre ambienti relazionali, tutti in grado di influenzarne l'esperienza sportiva:

  • l'allenatore;

  • i genitori;

  • i compagni di squadra.


Ciascuno può generare due tipi di ambiente:

  • Empowering, quando favorisce autonomia, impegno, sostegno e fiducia. Il ragazzo sente di poter sbagliare, sperimentare e crescere;

  • Disempowering, quando impone controllo, confronto, critica o paura di sbagliare. In questo caso il giovane atleta può iniziare a vivere il calcio come una fonte di pressione piuttosto che come un'opportunità di sviluppo.


Quattro profili di giovani atleti

Dall’analisi su oltre mille calciatori emergono quattro profili motivazionali:

  1. Clima empowering condiviso: tutte le figure (coach, genitori, compagni) promuovono apprendimento e rispetto. → I ragazzi mostrano il più alto livello di benessere e motivazione autonoma.

  2. Empowering solo dall’allenatore: il coach sostiene, ma genitori o compagni restano competitivi. → Buona motivazione, ma più tensione. L'ambiente è percepito come controllante e orientato principalmente al risultato.

  3. Clima misto: Allenatori, genitori e compagni possono essere a volte supportivi e a volte fortemente orientati al controllo e al risultato → Alta confusione motivazionale, il ragazzo riceve messaggi contrastanti. I risultati mostrano che la presenza di elementi disempowering riduce i benefici degli aspetti positivi del clima, limitando il funzionamento ottimale dell'atleta.

  4. Clima disempowering globale: tutte le fonti orientate alla prestazione. → Più ansia, burnout e rischio di abbandono sportivo. Non c'è una forte pressione, ma manca anche un coinvolgimento realmente supportivo. Il rischio è quello di creare un ambiente neutro, poco stimolante e poco significativo per la crescita del giovane atleta.



L’allenatore come regolatore del sistema

Anche se le pressioni familiari o sociali non mancano, il clima creato dall’allenatore rimane il fattore più determinante. Quando il coach promuove autonomia, collaborazione e senso di appartenenza, riesce a neutralizzare parte della pressione esterna.


In questo senso, l’allenatore agisce come “regolatore motivazionale”: la sua coerenza e il suo stile diventano un modello per genitori e compagni. Non soltanto per ciò che insegna dal punto di vista tecnico o tattico, ma soprattutto per il modo in cui comunica, corregge gli errori e interpreta il significato dello sport. Può influenzare il comportamento dei compagni, favorire un dialogo più costruttivo con le famiglie e creare un ambiente in cui il ragazzo si senta libero di imparare senza la paura costante di sbagliare.


Genitori e compagni: alleati o detonatori?

Lo studio evidenzia un dato chiave: la coerenza dei messaggi educativi. Quando allenatori e genitori trasmettono valori diversi (uno parla di crescita, l’altro di vittoria), l’atleta percepisce insicurezza e ambivalenza.


I compagni di squadra, invece, influenzano la sfera emotiva: un gruppo che coopera e si sostiene protegge dal burnout e favorisce resilienza. Un gruppo competitivo o ironico amplifica invece la paura di fallire.


Quando famiglia e allenatore condividono valori e obiettivi educativi, il ragazzo percepisce maggiore sicurezza e coerenza. Al contrario, messaggi contrastanti possono generare confusione:

  • l'allenatore parla di crescita;

  • il genitore insiste sul risultato;

  • il compagno giudica chi sbaglia.

L'atleta si trova così a navigare tra aspettative differenti, spesso incompatibili tra loro.


Il ruolo dello psicologo dello sport

Lo psicologo può diventare ponte e facilitatore tra i tre contesti, aiutando a:

  • allineare gli obiettivi di allenatore, genitori e atleti,

  • insegnare modalità comunicative empowering,

  • sviluppare routine di feedback che rinforzino fiducia e autonomia,

  • costruire consapevolezza emotiva nei ragazzi e negli adulti di riferimento.

Perché la motivazione non è un talento individuale, ma un ambiente che si costruisce insieme.


Per concludere, il funzionamento ottimale nello sport nasce da un clima condiviso di fiducia, apprendimento e rispetto reciproco. Allenatori, genitori e compagni non sono tre mondi separati, ma tre voci dello stesso coro: se suonano in armonia, la motivazione cresce; se stonano, anche il talento più brillante fatica a emergere.


Che clima si respira nella tua squadra?

Allenatori, genitori e dirigenti hanno un ruolo fondamentale nel costruire ambienti che favoriscano benessere, motivazione e crescita personale.


La domanda, infatti, non è soltanto: "Quanto è bravo questo ragazzo?"

Ma forse, dovrebbe essere: "Che tipo di ambiente stiamo costruendo intorno a lui?"


Se vuoi approfondire questi temi o organizzare incontri formativi per società sportive, allenatori o famiglie, puoi contattarmi per progettare insieme interventi di psicologia dello sport orientati allo sviluppo di contesti realmente empowering.


Bibliografia

Martínez-González, N., Atienza-González, F. L., González-García, L., & Balaguer, I. (2025). The motivational climate perceived by young soccer players regarding their coaches, parents, and peers on sport optimal functioning: a cluster analysis. Frontiers in Psychology, 16, Article 1564391.

Articolo completo su Frontiers in Psychology

Duda, J. L., Balaguer, I., & Appleton, P. R. (2024). Empowering and Disempowering Coach-Created Motivational Climates. In Social Psychology in Sport.

Appleton, P. R., & Duda, J. L. (2016). Examining the interactive effects of coach-created empowering and disempowering climate dimensions on athletes’ health and functioning. Psychology of Sport and Exercise, 26, 61–70.

Castillo-Jiménez, N., et al. (2022). Empowering and Disempowering Motivational Climates as Predictors of Enjoyment, Motivation and Intention to Continue in Youth Soccer. International Journal of Environmental Research and Public Health, 19(2), 896.

Sei uno Psicologo?
Vuoi saperne di più sui miei progetti o
vuoi collaborare con noi?

Sei un atleta, un allenatore o una federazione?
Vuoi sapere come si può lavorare sulla parte mentale?

Sergio Costa - Psicologo dello Sport - Roma

costasergio@hotmail.it

389/9715681

P.Iva 12736991006

  • Facebook Social Icon

Iscriviti alla newsletter

Grazie per l'iscrizione!

bottom of page