top of page

Scopri chi sono e cosa faccio. Contattami e prenota una consulenza privata con me !

Anticipare per vincere: come gli atleti esperti imparano a “leggere” il futuro

Nel calcio, nel tennis e in molti altri sport, pochi decimi di secondo possono cambiare tutto. Un cross che arriva in area. Un servizio esterno sul 30-40. Una deviazione improvvisa. Una palla che sembra irraggiungibile e invece viene intercettata.


anticipazione visiva allenamento

Osservando gli atleti più esperti abbiamo spesso la sensazione che possiedano una sorta di sesto senso: sembrano sapere cosa accadrà prima ancora che l'azione si sviluppi.


Ma non è magia.

È anticipazione.


Una delle abilità percettivo-cognitive più sofisticate dello sport moderno. Un recente studio pubblicato su Frontiers in Psychology da Ivosevic e Stöckel (2025) ha mostrato come i calciatori esperti riescano a prevedere con maggiore precisione la traiettoria del pallone durante i calci d'angolo, grazie alla capacità di riconoscere precocemente schemi e segnali presenti nel gioco.




L'esperimento: leggere il gioco prima che accada

I ricercatori hanno coinvolto 46 calciatori, divisi tra giocatori esperti e meno esperti. A ciascuno sono stati mostrati 171 video di calci d'angolo reali, interrotti in tre momenti differenti:

  • 150 millisecondi prima dell'impatto;

  • al momento del contatto con il pallone;

  • 150 millisecondi dopo il calcio.


Il compito era semplice solo in apparenza: indicare dove sarebbe arrivata la palla. In alcune clip il battitore o i giocatori offensivi venivano addirittura sfocati, per capire quali informazioni visive fossero davvero essenziali. I risultati sono stati molto interessanti.


Tutti miglioravano man mano che aumentavano le informazioni disponibili. Ma gli atleti esperti erano già più precisi prima del contatto con il pallone. Ancora più sorprendente: la fonte di informazione più importante non era il corpo del battitore, bensì il comportamento degli attaccanti.


Gli esperti non osservavano soltanto il gesto tecnico. Leggevano il contesto. Riconoscevano configurazioni di gioco già viste migliaia di volte e, grazie all'esperienza, riuscivano a prevederne gli sviluppi. In altre parole: non guardavano di più. Guardavano ciò che contava.


Anticipare è una competenza percettivo-cognitiva

Spesso si pensa all'anticipazione come a una qualità istintiva. In realtà, è una competenza che nasce dall'interazione tra percezione, attenzione, memoria ed esperienza.


Il cervello dell'atleta esperto:

  • riconosce pattern familiari;

  • seleziona rapidamente le informazioni rilevanti;

  • confronta la situazione attuale con migliaia di esperienze precedenti;

  • formula una previsione prima che l'azione si completi.


Questo processo produce almeno tre vantaggi:

  • riduce il tempo necessario per reagire;

  • alleggerisce il carico cognitivo;

  • permette decisioni più rapide ed efficaci.


L'atleta, quindi, non si limita a reagire, ma pre-agisce.


Il "Quiet Eye": guardare meno, vedere meglio


quite eye

Una delle teorie più affascinanti che spiegano questo fenomeno è quella del Quiet Eye, sviluppata da Joan Vickers.


Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, gli esperti non spostano continuamente lo sguardo. Anzi, tendono a fissare per più tempo pochi punti chiave.


Questa stabilità visiva permette di:

  • raccogliere informazioni più precise;

  • integrare meglio percezione e movimento;

  • prendere decisioni più efficaci sotto pressione.


Il Quiet Eye rappresenta quindi una sorta di "calma percettiva": meno dispersione, più qualità dell'attenzione.


Dal calcio al tennis: la stessa intelligenza percettiva

Anche nel tennis l'anticipazione rappresenta una delle abilità più importanti. Pensiamo alla risposta al servizio. I giocatori più esperti non aspettano che la palla parta.


Osservano:

  • la posizione dei piedi;

  • l'orientamento delle spalle;

  • la presa della racchetta;

  • il lancio di palla;

  • la velocità del movimento.


Da questi dettagli costruiscono una previsione. Il cervello confronta inconsciamente ciò che vede con migliaia di servizi già affrontati e genera una risposta motoria ancora prima dell'impatto. Per questo motivo, due giocatori con riflessi simili possono avere prestazioni molto diverse. La differenza non sta nella velocità di reazione, ma nella qualità dell'anticipazione.


Allenare l'anticipazione

La buona notizia è che questa abilità può essere allenata. Non esiste un unico metodo, ma un lavoro integrato che coinvolge aspetti tecnici, cognitivi e psicologici.


1. Allenamento percettivo

Attraverso video, fermo immagine e tecniche di occlusion training è possibile imparare a riconoscere pattern di gioco incompleti e a formulare ipotesi sempre più accurate.

2. Allenamento attentivo

Esercizi basati sul Quiet Eye aiutano l'atleta a migliorare la qualità dello sguardo e la capacità di focalizzarsi sulle informazioni davvero rilevanti.

3. Allenamento cognitivo ed emotivo

Anticipare significa anche tollerare l'incertezza. Serve fiducia e calma, serve la capacità di rimanere presenti mentre il cervello elabora rapidamente molte informazioni.


Il ruolo dello psicologo dello sport

Lo psicologo dello sport può supportare questo processo aiutando gli atleti a:

  • gestire l'incertezza percettiva;

  • sviluppare fiducia nelle proprie intuizioni;

  • migliorare attenzione e consapevolezza situazionale;

  • imparare a riconoscere i segnali importanti del gioco;

  • trasformare l'esperienza in apprendimento.


Perché l'intelligenza sportiva non dipende soltanto da quanto un atleta sa fare. Dipende anche da quanto riesce a comprendere ciò che sta per accadere. Significa dare senso a ciò che stiamo osservando. E questa capacità, lontano dall'essere un dono innato, può essere allenata.


Quanto tempo dedichiamo ad allenare ciò che l'atleta vede e comprende, oltre a ciò che sa fare?

Molti giovani atleti passano ore a perfezionare un gesto tecnico.

Molto meno tempo viene dedicato a insegnare loro come osservare, come interpretare e come prendere decisioni.


Eppure è proprio lì che spesso nasce la differenza tra chi esegue e chi comprende il gioco. Allenare l'anticipazione significa allenare la mente a convivere con l'incertezza, a riconoscere i segnali importanti e a trasformare l'esperienza in intuizione.


Come psicologo dello sport accompagno atleti, allenatori e famiglie in questo percorso, perché la crescita sportiva non riguarda solo ciò che si fa in campo, ma anche il modo in cui si impara a vedere ciò che sta per accadere. Se sei interessato contattami, ti spiego meglio come lavoro su questa tematica.


Perché il futuro, nello sport, non si può conoscere, ma si può imparare a leggerlo meglio.


Bibliografia

Ivosevic, I., & Stöckel, T. (2025). Anticipation in soccer: skilled players benefit from early pattern recognition in corner kick situations. Frontiers in Psychology, 16, 1634210.

Abernethy, B., & Zawi, K. (2007). Pickup of essential kinematics underpins expert perception of movement patterns. Journal of Motor Behavior, 39(5), 353–367.

Mann, D. T. Y., Williams, A. M., Ward, P., & Janelle, C. M. (2007). Perceptual-cognitive expertise in sport: A meta-analysis. Journal of Sport and Exercise Psychology, 29(4), 457–478.

Vickers, J. N. (2009). Advances in coupling perception and action: the quiet eye as a bidirectional link between gaze, attention and action. Progress in Brain Research, 174, 279–288.

Müller, S., & Abernethy, B. (2012). Expert anticipatory skill in striking sports: A review and a model. Research Quarterly for Exercise and Sport, 83(2), 175–187.

Farrow, D., & Abernethy, B. (2015). Can anticipatory skills be learned through implicit video-based perceptual training? Journal of Sports Sciences, 33(13), 1303–1312.

Sei uno Psicologo?
Vuoi saperne di più sui miei progetti o
vuoi collaborare con noi?

Sei un atleta, un allenatore o una federazione?
Vuoi sapere come si può lavorare sulla parte mentale?

Sergio Costa - Psicologo dello Sport - Roma

costasergio@hotmail.it

389/9715681

P.Iva 12736991006

  • Facebook Social Icon

Iscriviti alla newsletter

Grazie per l'iscrizione!

bottom of page