Cosa ci fa un ex arbitro in una squadra di calcio professionistica?

Qualche anno fa Pierluigi Collina sottolineava che: “Preparando bene la partita e conoscendo gli schemi delle squadre, le caratteristiche dei giocatori, si riesce quasi sempre a trovarsi nelle migliori condizioni per giudicare e decidere”, ma se questo lo facesse una squadra di calcio ???


Può sembrare assurdo, ma è veramente così. C’è un nuovo acquisto nella A.S. Roma, ma non è un calciatore, scrive il Corriere dello Sport. Si tratta di Gianpaolo Calvarese, ex arbitro andato in pensione al termine della scorsa stagione.


Ma che cosa fa l’ex direttore di gara?


Calvarese Roma
© AS Roma via Getty Images

Secondo la Gazzetta dello Sport analizza le partite giocate per spiegare quello che è successo e per presentare l’arbitro designato per la partita successiva. Nello specifico, approfondisce il carattere, i tipi di fischio, la facilità verso rigori e le sanzioni disciplinari, insomma aspetti collegati all'arbitraggio ma anche ad elementi e differenze psicologiche. Infatti, spiegherà il regolamento e il protocollo Var, illustrando persino le posture che è il caso di tenere in area di rigore. Tutto questo anche mettendo gli episodi precedenti in parallelo con quanto successo in altre gare.


Il contributo di Calvarese, continua il Corriere dello Sport, consentirà alla società di preparare una strategia di comunicazione del club su episodi arbitrali controversi, così da evitare lamentele e avviare proteste ufficiali senza poter valutare con competenza l’azione dubbia. Infatti, l’incarico non riguarda solo la prima squadra, ma anche la Roma primavera e la squadra femminile, a testimoniare l'importanza e l'impatto di questa consulenza esterna.


Tuttavia, la conoscenza sugli arbitri è ancora troppo lontana dall'essere ampia o applicabile, staremo quindi a vedere con curiosità come evolverà questa particolare quanto interessante collaborazione.


Speriamo infatti che il futuro ci riservi anche nuovi percorsi formativi arbitrali volti al perfezionamento delle differenze individuali nella comunicazione, nel processo decisionale e nella gestione dei giocatori da parte degli arbitri stessi.