La preparazione mentale per gli atleti

La psicologia dello sport, pur essendo in Italia una disciplina relativamente giovane, si è rapidamente differenziata in una serie di campi di indagine e di applicazione. Uno di questi è il miglioramento della prestazione che ha l’obiettivo di studiare, sviluppare e applicare tecniche che permettano di massimizzare le probabilità dell’atleta e/o della squadra di raggiungere il proprio obiettivo agonistico.


È stato ampiamento dimostrato che i fattori psicologici e mentali giocano un ruolo centrale nella prestazioni degli atleti di alto livello, e che gli interventi di preparazione mentale (ad. es., definizione degli obiettivi, self talk, visualizzazione e rilassamento) hanno un'influenza positiva sulle performance sportive (Tod & Andersen, 2005; Weinberg e Williams, 2001; Vealey, 1994).


Se infatti in un precedente articolo ho dimostrato che non c'è un età corretta per iniziare la preparazione mentale, è evidente che acquisire una maggiore conoscenza e consapevolezza di se è di vitale importanza per migliorare le proprie prestazioni, soprattutto mentali.


Ma come funziona un percorso di preparazione mentale ??


Di seguito i 4 passi per me fondamentali per poter lavorare sotto l'aspetto mentale con uno sportivo:

  1. Conoscenza dell'atleta e del suo sport, attraverso i suoi occhi e uno studio dettagliato della letteratura;

  2. Creazione di un profilo mentale personalizzato, con l'utilizzo di test sport specifici, colloqui, osservazioni di allenamenti e match;

  3. Definizione di una scheda obiettivi, nel breve, medio e lungo termine, e ragionando dal punto di vista tecnico, tattico, fisico e/o mentale;

  4. Costruzione di un rapporto di fiducia, dove l'atleta si sente libero di esprimere le proprie idee, senza sentirsi giudicato.

Dopo questi 4 passaggi necessari, l'atleta otterrà una consapevolezza tale da poter lavorare solo successivamente sulle diverse abilità mentali, come ad esempio su:

  • le convinzioni di efficacia personale e collettiva;

  • l'individuazione della propria zona di funzionamento ottimale (IZOF);

  • la gestione dell'ansia da prestazione;

  • la gestione della rabbia e dell'aggressività;

  • il miglioramento dell'attenzione e della concentrazione, attraverso la creazione di routine;

  • la respirazione, rilassante o attivante;

  • la visualizzazione, ideomotoria o per ricreare sensazioni ottimali;

  • il rilassamento progressivo di Jacobson;

  • l'utilizzo del self talk, per indirizzare i propri pensieri funzionali;

  • il decision making, per migliorare le scelte il campo;

  • il miglioramento dell'allenamento;

  • la preparazione alla gara;

  • ... e molto altro.


Ancora non sei convinto ??


Eccoti ben 7 "buoni" motivi per non iniziare un percorso mentale e non andare da uno Psicologo dello sport.


Se invece sei interessato a conoscerti di più, a fare un lavoro mentale su di te e a migliorare prima come persona e poi come atleta, ti consiglio di leggere come posso esserti utile nella mia pagina personale https://www.sergiocostapsicologosport.com/cosa-fa-psicologo-sport-roma oppure di contattarmi alla mail costasergio@hotmail.it o al numero di telefono +39 3899715681.