4 raccomandazioni + 1 per sviluppare un ottimo Team Building nello sport

Nonostante le crescenti prove empiriche che indicano i benefici psicosociali derivanti dalla partecipazione allo sport, i giovani hanno anche riportato un'ampia gamma di esperienze negative nel praticarlo (Côté & Fraser-Thomas, 2016). Per migliorare le esperienze positive e limitare quelle negative, Dohme e colleghi (2020) hanno fornito 4 raccomandazioni utili per favorire la costruzione di squadre negli ambienti sportivi giovanili tramite il Team Building.

team building

1- Pianifica e promuovi le attività

Gli allenatori possono riferirsi a tre diversi tipi di attività di Team Building, che possono essere sistematicamente implementate in momenti diversi della stagione (Bloom et al., 2003):

  • sociali (es. cene di squadra),

  • fisiche (es. allenamenti intensivi),

  • psicologiche (es., discutere i fattori che influenzano il successo della squadra).


Allo stesso modo, gli allenatori hanno anche attestato l'importanza del team building prima di gare o partite importanti, dopo aver subito battute d'arresto, dopo pause o vacanze e prima della fine della stagione. In sintesi, è importante che le attività siano implementate sistematicamente nei piani stagionali e in relazioni agli eventi sportivi significativi dell’anno (Côté, Turnnidge e Vierimaa, 2016).


2- Adotta uno stile di leadership democratico

I comportamenti e gli stili dei leader influenzano significativamente la coesione del team poiché promuovono un'atmosfera di cooperazione, motivazione e impegno (Rovio et al., 2012). Per facilitare uno stile di leadership democratico, gli atleti dovrebbero essere incoraggiati ad assumere un ruolo partecipativo nei processi decisionali, scambiare idee sulla squadra attraverso discussioni regolari e impostare, valutare e modificare gli obiettivi della stessa nel corso della stagione (Rovio et al., 2012; Senécal et al., 2008; Shipherd, Basevitch, Renner e Siwatu, 2014).


3- Chiarisci ruoli e responsabilità

La chiarezza dei ruoli e delle responsabilità può influenzare in modo significativo la percezione della coesione della squadra da parte degli atleti giovanili (Bloom & Stevens, 2002). Per questo motivo è necessario strutturare delle attività di team building che possano migliorare la comprensione da parte del team dei ruoli e delle responsabilità individuali (Shipherd et al., 2014)


4- Crea un ambiente favorevole e positivo

È importante che gli allenatori stabiliscano e rafforzino costantemente norme che alimentano un ambiente in cui gli atleti si sentano a proprio agio nell'esprimere le proprie opinioni senza temere conseguenze negative (Rovio et al., 2012). Per fare ciò, gli allenatori dovrebbero dimostrare attenzione e preoccupazione per ciascun atleta, ascoltare e valutare le loro opinioni, informarsi sul loro benessere dentro e fuori dal campo, e incoraggiarli a sostenersi a vicenda. Inoltre, i tecnici possono impegnarsi in attività che migliorano l'unità e l'identità della squadra, incoraggiandoli a indossare l'abbigliamento della squadra, organizzando eventi e cene tutti insieme (Bloom et al., 2003; Shipherd et al., 2014). Infine, gli atleti possono essere incoraggiati a condividere storie personali con i loro compagni di squadra per migliorare la conoscenza e il rapporto (Dunn & Holt, 2004; Holt & Dunn, 2006).


Raccomandazione bonus – Assumi uno psicologo dello sport 😉

È importante sottolineare che la selezione di un metodo appropriato per il team building dipende dalle esigenze o dagli obiettivi del gruppo coinvolto (Paradis & Martin, 2012). Cioè, la strategia scelta (ad es. il gioco del tiro alla fune) deve essere selezionata in modo mirato per allinearsi al risultato desiderato della squadra (ad es. coesione sociale) e per questo è necessario affidarsi ad uno psicologo dello sport esperto in team building.


Sergio Costa

Psicologo dello Sport

PhD in Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche

Preparatore Mentale FIT

https://www.sergiocostapsicologosport.com/


BIBLIOGRAFIA

Bloom, G. A., Stevens, D. E., & Wickwire, T. L. (2003). Expert coaches’ perceptions of team building. Journal of Applied Sport Psychology, 15, 129–143.

Côté, J., & Fraser-Thomas, J. (2016). Youth involvement and positive development in sport. In P. R. E. Crocker (Ed.), Sport & exercise psychology: A Canadian perspective (3rd ed., pp. 256–287). Toronto, CA: Pearson.

Côté, J., Turnnidge, J., & Vierimaa, M. (2016). A personal assets approach to youth sport. In K. Green, & A. Smith (Eds.), Handbook of youth sport. London, UK: Routledge.

Dunn, J. G. H., & Holt, N. L. (2004). A qualitative investigation of a personal-disclosure mutual-sharing team building activity. The Sport Psychologist, 18, 363–380.

Holt, N. L., & Dunn, J. G. H. (2006). Guidelines for delivering personal-disclosure mutualsharing team building interventions. The Sport Psychologist, 20, 348–367.

Paradis, K. F., & Martin, L. J. (2012). Team building in sport: linking theory and research to practical application. Journal of Sport Psychology in Action, 3, 159–170.

Rovio, E., Arvinen-Barrow, M., Weigand, D. A., Eskola, J., & Lintunen, T. (2012). Using team building methods with an ice hockey team: an action research case study. The Sport Psychologist, 26, 584–603.

Senécal, J., Loughead, T. M., & Bloom, G. A. (2008). A season-long team-building intervention: examining the effect of team goal setting on cohesion. Journal of Sport & Exercise Psychology, 30, 186–199.

Shipherd, A. M., Basevitch, I., Renner, K. B., & Siwatu, K. O. (2014). Development and evaluation of a team building intervention with a US collegiate rugby team: a mixed methods approach. Journal of Multidisciplinary Research, 6, 31–48.


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