Il processo decisionale negli arbitri

Gli arbitri, soprattutto quelli interattori (per un approfondimento sulle tipologie di arbitro leggi il seguente articolo), identificano le capacità decisionali come un aspetto significativo della loro performance (Slack et al., 2013; Voight, 2009), dovendosi trovare nella posizione corretta per consentire l'identificazione di segnali ambientali statici e dinamici (ad esempio, giocatori, palla, linee di campo) per prendere decisioni accurate (Hüttermann, Helsen, Put & Memmert, 2018; Lex, Pizzera, Kurtes & Schack, 2015).


Nell’alto livello, gli arbitri devono anche interagire con i loro assistenti, elaborando rapidamente le informazioni e prendendo decisioni significative sotto alta pressione (Schnyder & Hossner, 2016; Slack et al., 2013). Ad esempio, uno studio ha esaminato il processo decisionale degli arbitri di calcio ad Euro 2000 e ha mostrato che in media si sono esibiti all'85% ± 5% della loro frequenza cardiaca massima (FCmax), prendendo circa 200 decisioni per partita, la maggior parte delle quali basate sulla comunicazione con i loro assistenti (Helsen & Bultynck, 2004). Allo stesso modo, gli arbitri di basket d'élite si esibiscono a un'intensità superiore al 70% della FCmax per la maggior parte di ogni quarto di partita (Leicht, 2008).

Anche Mallo et al. (2012) hanno esaminato il processo decisionale degli arbitri di calcio durante la Confederations Cup del 2009 e hanno concluso che la maggior parte degli errori si sono verificati negli ultimi 15 minuti di partita, presumibilmente poiché gli arbitri erano stanchi e le tattiche dei giocatori sono cambiate, allungando le squadre.


Pertanto, nell’alto livello, gli arbitri prendono numerose decisioni sequenziali sotto un alto stress bio-psico-sociale (Weston, 2015).



Ma come vengono processate le informazioni dagli arbitri ?

Il processo decisionale negli arbitri

Plessner e Haar (2006) hanno sostenuto che il processo decisionale degli arbitri segue una sequenza di:


1. percezione di uno stimolo sul campo da gioco (ad esempio, una situazione di placcaggio);

2. categorizzazione (ad esempio, un fallo);

3. processi di memoria;

4. integrazione delle informazioni (ad esempio, assegnazione di un calcio di punizione e ammonizione).



Nel complesso, diversi studi hanno enfatizzato l'importanza dei fattori contestuali, cioè legati alle caratteristiche specifiche della partita (come il punteggio, il tempo di gioco, le condizioni meteorologiche, le decisioni precedenti) nel processo decisionale degli arbitri (Mallo, et al., 2012; Unkelbach & Memmert, 2008; Picazo-Tadeo, González-Gómez e Guardiola, 2017; Gaoua, de Oliveira, & Hunter, 2017 ). Tuttavia, anche le caratteristiche personali degli arbitri possono influenzare le loro prestazioni, come le abilità percettivo-cognitive (Spitz et al., 2018).


Tutti questi risultati hanno evidenziato il ruolo importante dell'autocontrollo nell'arbitraggio (ad esempio, gestire la resistenza e l'affaticamento, essere in grado di mantenere la concentrazione e prendere numerose decisioni, gestire i giocatori con calma), sottolineando l'importanza di strutturare degli incontri di formazione specifici con gli arbitri. Queste formazioni dovranno essere organizzate in modo tale da insegnare le abilità psicologiche oltre che supportare gli arbitri nello stabilire routine efficaci per il giorno della partita (Samuel et al., 2018).


Se sei interessato ad altri articoli sugli arbitri puoi trovarli nella mia sezione dedicata, dove troverai anche i motivi per cui arbitrare, e cosa spinge ad arbitrare, ma anche il ruolo dell'arbitro nello sport giovanile e l'importanza dell'autoefficacia nel ruolo arbitrale, e molto altro.



BIBLIOGRAFIA

Leicht, A. S. (2008). Physiological demands of basketball refereeing during international competition. Journal of Science and Medicine in Sport, 11, 357–360.

Lex, H., Pizzera, A., Kurtes, M., & Schack, T. (2015). Influence of players’ vocalizations on soccer referees’ decisions. European Journal of Sport Science, 15, 424–428.

Mallo, J., Gonzalez Frutos, P., Juárez, D., & Navarro, E. (2012). Effect of positioning on the accuracy of decision-making of association football top-class referees and assistant referees during competitive matches. Journal of Sports Sciences, 30, 1437–1445.

Plessner, H., & Haar, T. (2006). Sports performance judgments from a social cognitive perspective. Psychology of Sport and Exercise, 7, 555–575.

Slack, L. A., Maynard, I. W., Butt, J., & Olusoga, P. (2013). Factors underpinning football officiating excellence: Perceptions of English Premier League referees. Journal of Applied Sport Psychology, 25, 298–315.

Samuel, R. D., Engelrt, C., Zhang, Q., & Basevitch, I. (2018). Hi ref, are you in control? Self-control, ego-depletion, and performance in soccer referees. Psychology of Sport and Exercise, 38, 167–175.

Spitz, J., Put, K., Wagemans, J., Williams, A. M., & Helsen, W. F. (2018). The role of domain-generic and domain-specific perceptual-cognitive skills in association football referees. Psychology of Sport and Exercise, 34, 47–56.

Unkelbach, C., & Memmert, D. (2008). Game management, context effects, and calibration: The case of yellow cards in soccer. Journal of Sport & Exercise Psychology, 30, 95–109.

Voight, M. (2009). Sources of stress and coping strategies of U.S. soccer officials. Stress and Health, 25, 91–101.