SMART vs ASPIRE: qual è il metodo migliore per definire gli obiettivi?

La definizione degli obiettivi ha dimostrato di essere un'efficace strategia di miglioramento delle prestazioni nello sport e di cambiamento dei comportamenti nell’attività fisica (Howlett et al., 2019; McEwan et al., 2016; Weinberg & Butt, 2014). Questi risultati sono stati ottenuti in gran parte dall'influenza che il Goal Setting ha sull’attenzione, sull’impegno, sulla persistenza, sulla fiducia e sulla pianificazione (Locke & Latham, 2002).


Sebbene esistano diversi metodi che mirano a migliorare la qualità dell'obiettivo (ad esempio, gli obiettivi SMART), questi framework possono non essere all'altezza poiché si concentrano esclusivamente sulla struttura dell'obiettivo. Infatti, l'efficacia di un obiettivo dipende anche da altri fattori (Mann et al., 2013; Milyavskaya & Werner, 2018; Weinberg & Butt, 2014), come:

  • i sistemi di supporto, sostegno e feedback;

  • l'utilizzo di obiettivi di prestazione e di processo;

  • lo sviluppo di piani per raggiungere gli obiettivi;

  • la registrazione e la valutazione continua degli obiettivi.


Per questi motivi, recentemente è stato sviluppato un nuovo metodo per definire e abbracciare in modo più sistematico il processo di definizione degli obiettivi, l’ASPIRE, che include linee guida sia strutturali che procedurali.


L'uso dell'acronimo ASPIRE (che tradotto in italiano diventa INSPIRA), ha anche valore simbolico in quanto comunica che gli obiettivi dovrebbero essere ambiziosi, significativi, trasmettere entusiasmo e determinazione verso la crescita personale.


Nello specifico di seguito sono riportati i 6 consigli per definire in modo ottimale degli obiettivi per la stagione sportiva:


· Valuta i fattori personali e ambientali, prima di strutturare gli obiettivi. Impegnarsi nella valutazione è un punto di partenza importante in quanto questi fattori potrebbero determinare il focus dell'obiettivo, il livello di sfida, il tempo necessario per raggiungerlo, …. Comprendere gli obiettivi desiderati dall’atleta, il suo livello di abilità, le risorse disponibili e la complessità del compito aiutano il processo di definizione degli obiettivi (Healy et al., 2019; Locke & Latham, 2002). Può anche essere utile che gli atleti si impegnino in un processo autoriflessivo per valutare i loro attuali e futuri livelli di impegno, così da aumentare il loro coinvolgimento;

· Definisci obiettivi specifici e misurabili, cioè incentrati su un compito o un comportamento quantificabile, entro un determinato periodo di tempo. Inoltre, promuovi un processo autonomo coinvolgendo l’atleta nella pianificazione strategica, fissando obiettivi in ​​modo collaborativo e avendo una rete di supporto (ad es. allenatori, compagni di squadra, famiglia) per aiutarlo nel raggiungimento dell'obiettivo (Burton et al., 2001; Kingston & Wilson, 2008). Senza queste componenti, le opportunità di vedere una crescita costante possono perdersi e gli effetti di costruzione di efficacia e motivazione degli obiettivi possono ridursi;

· Struttura obiettivi di risultato, performance e processo. Weinberg e Butt (2014) hanno delineato tre tipi di obiettivi: 1) quelli che si concentrano sul risultato di un evento competitivo (ad esempio, vittoria/sconfitta), 2) quelli di prestazione che puntano al miglioramento delle proprie prestazioni personali (ad esempio, correre un miglio più veloce) e 3) quelli di processo che si focalizzano sugli elementi del compito necessari per il completamento con successo (ad es. allungare la falcata). Dalle ricerche è emerso che può essere più desiderabile stabilire obiettivi di prestazione e di processo che si concentrino sull'esecuzione di compiti personali, controllabili e orientati all'azione e supportino uno stato mentale positivo (ad es. riduzione dell'ansia e della pressione percepita, maggiore autoefficacia, concentrazione e scelta percepita);

· Definisci obiettivi incrementali a breve termine che portano a obiettivi a lungo termine. Tale processo inizia con la definizione di un obiettivo di prestazione a lungo termine (e forse di un obiettivo di risultato), specifico e misurabile. Questo passaggio è seguito dalla definizione degli obiettivi incrementali a breve termine necessari per raggiungere l'obiettivo a lungo termine. Nella definizione di questi obiettivi a breve termine, sempre specifici e misurabili, viene preso in considerazione il tipo di obiettivo e una tempistica esplicita per il raggiungimento. Inoltre, è importante chiedersi: “Cosa devo fare per raggiungere il mio obiettivo?” e considerare azioni specifiche e osservabili. Oltre a sviluppare strategie per il raggiungimento degli obiettivi, Burton e colleghi (2001) hanno anche raccomandato di identificare gli ostacoli al raggiungimento dei propri obiettivi e di sviluppare strategie per superarli;

· Crea obiettivi realistici, ma impegnativi. Infatti, obiettivi eccessivamente difficili portano a percentuali più basse di raggiungimento degli stessi, comportando una riduzione dello sforzo e il loro abbandono nel tempo. Per questo è necessario fissare obiettivi realistici ma stimolanti che possano essere adattati man mano che il processo di definizione degli obiettivi progredisce (e quando la competenza e i fattori situazionali cambiano);

· Valuta e supporta, gli obiettivi e il percorso fatto. Un piano di valutazione può includere 1) strategie giornaliere e settimanali per lavorare sugli obiettivi, 2) piani di automonitoraggio per registrare progressi e battute d'arresto, 3) promemoria incentrati sul percorso e sul miglioramento durante le difficoltà, 4) opportunità integrate di riflessione e 5) riunioni di valutazione degli obiettivi programmate con il tecnico e lo psicologo dello sport. Registrare i propri obiettivi e renderli visibili (ad es. Posizionandoli dentro l’armadietto, in bacheca, sul cellulare, attaccati dietro la porta) può aiutare a raggiungere un obiettivo a breve termine.


Per concludere, la definizione degli obiettivi è un meccanismo per migliorare le prestazioni degli atleti, ma il raggiungimento degli stessi non è garantito a propri. Infatti, secondo Latham e Locke (2006), "Errori e fallimenti si verificano inevitabilmente nel perseguimento degli obiettivi".


Pertanto, gli Psicologi dello Sport dovrebbero aiutare gli atleti a definire al meglio gli obiettivi, riconoscere il loro progresso, apprezzare il viaggio e impegnarsi in un'auto-accettazione incondizionata (Orlick, 2015). Tuttavia, questo risulta essere molto difficile quando gli individui sono eccessivamente ambiziosi riguardo alla propria crescita potenziale o poco consapevoli delle proprie capacità attuali (Martin et al., 2010).


BIBLIOGRAFIA

Burton, D., Naylor, S., & Holliday, B. (2001). Goal setting in sport: Investigating the goal effectiveness paradox. In R. N. Singer, H. A. Hausenblas, & C. M. Janelle (Eds.), Handbook of sport psychology (2nd ed., pp. 497-528). Wiley & Sons.

Gano-Overway, L. A., & Carson Sackett, S. (2021). Let’s get smart and set goals to ASPIRE. Journal of Sport Psychology in Action.

Healy, L. C., Tincknell-Smith, A. L., & Ntoumanis, N. (2019). Goal setting in sport and performance. Oxford research encyclopedia, Psychology.

Howlett, N., Trivedi, D., Troop, N. A., & Chater, A. M. (2019). Are physical activity interventions for healthy inactive adults effective in promoting behavior change and maintenance, and which behavior change techniques are effective? A systematic review and meta-analysis. Translational Behavioral Medicine, 9(1), 147–157.

Kingston, K. M., & Wilson, K. M. (2008). The application of goal setting in sport. In S. Mellalieu, S. Hanton (Eds.), Advances in applied sport psychology: A review (1st ed., pp. 75-123). Routledge.

Locke, E. A., & Latham, G. P. (2002). Building a practically useful theory of goal setting and task motivation: A 35-year odyssey. American Psychologist, 57(9), 705–717.

Mann T., de Ridder D., Fujita K. (2013). Self-regulation of health behavior: Social psychological approaches to goal setting and goal striving. Health Psychology, 32(5), 487-498.

Martin, L. R., Haskard-Zolnierek, K. B., & DiMatteo, M. R. (2010). Health behavior change and treatment adherence: Evidence-based guidelines for improving healthcare. Oxford.

McEwan, D., Harden, S. M., Zumbo, B. D., Sylvester, B. D., Kaulius, M., Ruissen, G. R., Beauchamp, M. R. (2016). The effectiveness of multi-component goal setting interventions for changing physical activity behavior: A systematic review and metaanalysis. Health Psychology Review, 10(1), 67– 88.

Milyavskaya, M., & Werner, K. M. (2018). Goal pursuit: Current state of affairs and directions for future research. Canadian Psychology/Psychologie canadienne, 59(2), 163–175.

Orlick, T. (2015). In pursuit of excellence: How to win in sport and life through mental training (5th ed.). Human Kinetics.

Weinberg, R. S., & Butt, J. (2014). Goal-setting and sport performance: Research findings and practical applications. In A. G. Papaioannou and D. Hackfort (Eds.), Routledge companion to sport and exercise psychology: Global perspectives and fundamental concepts (pp. 343-355). Routledge: Taylor & Francis Group.


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